Frasi ungheresi per turisti: parole utili e modi di dire divertenti
In questa pagina
- 📋 In breve
- Pronunciare l’ungherese in due minuti
- Le frasi di sopravvivenza
- Ciao, arrivederci, per favore e grazie
- Al bar, al caffè o al ristorante
- Per spostarti e chiedere aiuto
- Paroline che sentirai tutto il giorno
- Parole ungheresi che in inglese suonano sconce
- Modi di dire ungheresi divertenti, tradotti parola per parola
- La zuppa nera deve ancora arrivare
- Parole ungheresi che conosci già
- Prova lo scioglilingua
- Quali frasi conviene davvero imparare?
- Il verdetto
- 📱 Abbiamo sbagliato una frase?
- Articoli correlati
L’ungherese sembra un muro di accenti e consonanti, ma per un viaggio ti bastano una quindicina di frasi, e ognuna è più facile da dire di quanto sembri. Di’ köszönöm a una bancarella del mercato o egészségedre davanti a una pálinka e ti risponderanno con un sorriso, perché quasi nessuno si aspetta che un turista ci provi.
Qui sotto trovi le frasi che vale la pena imparare, con una pronuncia che puoi leggere direttamente dallo schermo e il momento giusto per usarle. Poi arriva la parte che gli ungheresi stessi adorano: i modi di dire più buffi, lo scioglilingua e la parola assurdamente lunga.
📋 In breve
| Vuoi dire | In ungherese | Si pronuncia |
|---|---|---|
| 👋 Ciao (informale) | Szia | SI-io |
| 🏪 Buongiorno (formale) | Jó napot | IOO NO-pot |
| 🙏 Grazie | Köszönöm | KEU-sseu-neum |
| 🍺 Salute! (brindisi) | Egészségedre | E-ghees-shee-ghed-re |
| 🍺 Una birra, per favore | Kérek egy sört | KEE-rek edj sheurt |
| 🧾 Il conto, per favore | Fizetnék | FI-set-neek |
| ✅ Sì / ❌ No | Igen / Nem | I-ghen / nem |
Pronunciare l’ungherese in due minuti
L’ungherese si scrive come si pronuncia: ogni lettera si legge, e sempre allo stesso modo. Per un italiano è una buona notizia, perché funziona come la nostra lingua. Quattro regole ti portano già molto lontano.
- L’accento va sulla prima sillaba. Sempre.
- sz è la s di sole, e s è lo sc di scena. Metti insieme la regola uno e la due, e Budapest diventa BU-do-pesht, non Buda-PEST.
- La a semplice è un suono breve e chiuso, quasi una o, a metà strada tra la a e la o. La á con l’accento è invece una a lunga, “aa”.
- Gli accenti allungano le vocali, non indicano dove cade l’accento. É è una e chiusa lunga, “ee”, í è “ii”, ó è “oo”, ú è “uu”.
Il resto dell’alfabeto in una tabella:
| Lettera | Suona come | Esempio |
|---|---|---|
| cs | c di “ciao” | csárda (CIAAR-do), una locanda di campagna |
| gy | d + i velocissime, come in “dieci” detto in fretta | egy (edj), uno |
| ny | gn di “gnocchi” | mennyi (MEN-gni), quanto |
| zs | j del francese “jour” | zsemle (JEM-le), panino |
| c | z di “pizza” | utca (UT-zo), via |
| z | s dolce di “rosa” (come la pronunciano al Nord) | fizetnék (FI-set-neek), vorrei pagare |
| h | sempre aspirata, come in inglese “hello” | hol (hol), dove |
| ö, ő | eu del francese “deux”, ő più lunga | sör (sheur), birra |
| ü, ű | u del francese “tu”, ű più lunga | kerül (KE-rül), costa |
| j, ly | i di “ieri” | jó (ioo), buono |
Come leggere la pronuncia in questa guida: “sh” è lo sc di scena, “gh” è sempre la g dura di “ghiro”, “eu” è il suono francese di “deux”, “ü” è la u francese e la “j” è sempre quella francese di “jour”. Le vocali doppie, come “ee” o “oo”, sono semplicemente lunghe.
Le frasi di sopravvivenza
Queste coprono saluti, negozi, caffè e spostamenti. Nella prima colonna c’è cosa dire, nella seconda come, nella terza quando.
Ciao, arrivederci, per favore e grazie
| In ungherese | Si pronuncia | Significato e quando usarla |
|---|---|---|
| Szia | SI-io | Ciao, sia quando arrivi che quando te ne vai, a una persona a cui dai del tu |
| Sziasztok | SI-ios-tok | Ciao a un gruppo di amici |
| Jó napot (kívánok) | IOO NO-pot (KII-vaa-nok) | Buongiorno: negozi, ristoranti, biglietterie, chiunque sia più grande di te |
| Helló | HEL-loo | Ciao, ma anche arrivederci, cosa che sorprende molti turisti |
| Viszlát | VISS-laat | Arrivederci, cortese ma rilassato |
| Köszönöm | KEU-sseu-neum | Grazie |
| Köszi | KEU-ssi | Grazie, informale |
| Szívesen | SII-ve-shen | Prego |
| Kérem | KEE-rem | Per favore, oppure ecco a lei quando porgi qualcosa |
| Igen / Nem | I-ghen / nem | Sì / No |
| Bocsánat | BO-ciaa-not | Scusa |
| Elnézést | EL-nee-seesht | Mi scusi, per attirare l’attenzione o farti strada |
Come in italiano, anche in ungherese esistono il tu e il lei, e questo vale pure per i saluti. Szia ed egészségedre stanno dalla parte del tu. Con una commessa o un cameriere dell’età dei tuoi genitori, jó napot è l’apertura sicura, e nessuno se la prenderà se ogni tanto li confondi.
Al bar, al caffè o al ristorante
| In ungherese | Si pronuncia | Significato |
|---|---|---|
| Kérek egy sört | KEE-rek edj sheurt | Una birra, per favore |
| Kérek egy kávét | KEE-rek edj KAA-veet | Un caffè, per favore |
| Egészségedre! | E-ghees-shee-ghed-re | Salute! (anche dopo uno starnuto) |
| Jó étvágyat! | IOO EET-vaa-djot | Buon appetito |
| Finom! | FI-nom | Buonissimo! |
| Fizetnék | FI-set-neek | Vorrei pagare, il modo giusto per chiedere il conto |
| Kártyával | KAAR-tiaa-vol | Con la carta |
Kérek vuol dire “vorrei” e funziona con quasi tutto: indica una pasta in vetrina, di’ kérek egyet (KEE-rek E-djet, ne vorrei uno) e hai già ordinato. Prima di pagare, leggi la nostra guida alle mance in Ungheria per capire la voce del servizio sul conto.
Due parole sul brindisi. Molti ungheresi sopra i cinquant’anni ancora oggi non fanno cin cin con la birra, un’usanza legata all’esecuzione dei generali della rivoluzione del 1848-49, avvenuta nel 1849. Con il vino e la pálinka si brinda toccando i bicchieri, la birra si alza e basta. Trovi tutta la storia nella nostra guida al galateo ungherese, mentre la guida alla birra ungherese ti dice cosa ordinare dopo aver detto kérek egy sört.
Per spostarti e chiedere aiuto
| In ungherese | Si pronuncia | Significato |
|---|---|---|
| Mennyibe kerül? | MEN-gni-be KE-rül | Quanto costa? |
| Hol van a mosdó? | hol von o MOSH-doo | Dov’è il bagno? |
| Beszél olaszul? | BE-sseel O-lo-ssul | Parla italiano? |
| Beszél angolul? | BE-sseel ON-go-lul | Parla inglese? |
| Nem beszélek magyarul | nem BE-ssee-lek MO-djo-rul | Non parlo ungherese |
| Nem értem | nem EER-tem | Non capisco |
| Segítség! | SHE-ghiit-ceegh | Aiuto! |
I cartelli che vedrai ovunque: bejárat (entrata), kijárat (uscita), nyitva (aperto), zárva (chiuso), utca (via), tér (piazza) e sulle porte dei bagni férfi (uomini) e női (donne). Se stai male, la guida alle emergenze ha tutti i numeri da chiamare.
Paroline che sentirai tutto il giorno
Parte dell’ungherese più utile sta in una sola sillaba. Impara queste e i discorsi intorno a te inizieranno ad avere senso.
- Na (no). Il riempitivo buono per tutto: “allora”, “dai”, “beh”. Na, mehetünk? vuol dire “Allora, andiamo?”
- Jaj (ioi). Ops, ahi, oddio. Se cade una forchetta, lo dice ogni ungherese seduto a tavola.
- Hajrá (HOI-raa). Forza! È quello che gridano i tifosi allo stadio e che ti dicono gli amici prima di un esame.
- Puszi (PU-ssi). Un bacio. Gli ungheresi salutano gli amici con due baci sulle guance e chiudono i messaggi con puszi, a volte puszi puszi.
- Basszus (BOS-sus). Alla lettera “basso”, come la voce profonda. È il sostituto educato di una parola molto più volgare, più o meno “accidenti”, e lo senti quando il tram parte sotto il naso di qualcuno.
- Oké (O-kee). Sì, è proprio okay, scritto all’ungherese.
Parole ungheresi che in inglese suonano sconce
Ogni americano che passa una settimana a Budapest torna a casa con la stessa lista. Sono parole ungheresi del tutto innocenti che, per un orecchio inglese, suonano come tutt’altro. Gli ungheresi lo sanno, e quasi tutti lo trovano divertente quanto te.
| In ungherese | Si pronuncia | Cosa significa davvero |
|---|---|---|
| Puszi | PU-ssi | Un bacio. Sì, in inglese suona proprio come la parola a cui stai pensando. Le nonne lo dicono ai bambini piccoli, gli amici ci chiudono i messaggi, e puszi puszi è un modo normalissimo per salutarsi. |
| Fakanál | FO-ko-naal | Un cucchiaio di legno. Detta in fretta, la prima metà suona come la parolaccia inglese che comincia per F, e la seconda metà non aiuta. È l’oggetto più innocente di qualsiasi cucina ungherese. |
| Csók | ciook | Un bacio, quello romantico. In inglese suona come “choke”, soffocare. Dolce in ungherese, allarmante in inglese. |
| Sör | sheur | Birra. Chiedi “Kérsz egy sört?” (vuoi una birra?) e la risposta, in inglese, suona come “sure”, certo. |
| Tök | teuk | Una zucca. Vuol dire anche “del tutto” (tök jó, bellissimo), e nello slang è la parte che un calciatore si copre quando sta in barriera su una punizione. Tökös, cioè uno che ce li ha, vuol dire coraggioso. |
| Tejel | TE-iel | Fare il latte, come una mucca. Nello slang vuol dire sganciare i soldi, quindi se un amico ti dice tejelj vuole la tua parte del conto. |
Funziona anche al contrario. Non chiedere a un bambino ungherese un “cookie”. In ungherese kuki, pronunciato allo stesso modo, è la parola dei bambini per quello che un maschietto ha nel costume da bagno. Al caffè chiedi invece un süti (SHÜ-ti).
Modi di dire ungheresi divertenti, tradotti parola per parola
Qui l’ungherese dà il meglio di sé. La lingua è piena di espressioni che per un locale hanno perfettamente senso e per tutti gli altri nessuno. Infilane una in una conversazione e ti farai un amico.
| In ungherese | Alla lettera | Cosa significa |
|---|---|---|
| Kolbászból van a kerítés | Il recinto è fatto di salsicce | Il paese di Bengodi; si dice quasi sempre al negativo, tipo “lì il recinto non è fatto di salsicce nemmeno” |
| Bagoly mondja verébnek, hogy nagyfejű | Il gufo dice al passero che ha la testa grossa | Il bue che dice cornuto all’asino |
| Nem fenékig tejfel | Non è panna acida fino in fondo | Non è tutto rose e fiori |
| Ez nem az én asztalom | Questo non è il mio tavolo | Non è affar mio, non è compito mio |
| Ott van a kutya elásva | Lì è sepolto il cane | Il nocciolo della questione, qui casca l’asino |
| Kiugrott a nyúl a bokorból | La lepre è saltata fuori dal cespuglio | Ecco dove volevi arrivare, ora la verità è venuta a galla |
| Füle botját sem mozdítja | Non muove nemmeno il bastone dell’orecchio | Fa orecchie da mercante |
| Lóg az eső lába | Penzola la gamba della pioggia | Sta per piovere |
| Eszi, nem eszi, nem kap mást | O lo mangia o non lo mangia, non avrà altro | O mangi questa minestra o salti dalla finestra |
| Szegény ember vízzel főz | Il povero cucina con l’acqua | Fare di necessità virtù |
| Addig nyújtózkodj, amíg a takaród ér | Allungati solo fin dove arriva la tua coperta | Fare il passo secondo la gamba |
| Nem enged a negyvennyolcból | Non cede niente del quarantotto | Non scende a compromessi, non cede di un millimetro (il 1848 è l’anno della rivoluzione ungherese) |
| Lassan járj, tovább érsz | Cammina piano e arriverai più lontano | Chi va piano va sano e va lontano |
| Ki korán kel, aranyat lel | Chi si alza presto trova l’oro | Il mattino ha l’oro in bocca |
La zuppa nera deve ancora arrivare
Dietro uno di questi modi di dire c’è una storia di Budapest. Hátravan még a feketeleves, “la zuppa nera deve ancora arrivare”, significa che il peggio deve ancora venire. Si racconta che nel 1541, dopo che l’esercito ottomano aveva cacciato da Buda gli assedianti asburgici, il sultano invitò i nobili ungheresi a un banchetto. Finito il pranzo, quando venne servita la zuppa nera, che secondo la tradizione era il caffè, che gli ungheresi allora non conoscevano, gli ospiti scoprirono che Buda era stata occupata mentre mangiavano, e uno di loro, Bálint Török, fu fatto prigioniero. Il caffè arrivò davvero in Ungheria con gli ottomani, e il modo di dire è rimasto legato a quel banchetto. La tomba di Gül Baba sulla Collina delle Rose (Rózsadomb) è il luogo di Budapest che ricorda meglio quell’epoca.
Parole ungheresi che conosci già
Alcune parole ungheresi sono finite in altre lingue, e probabilmente le hai già usate senza saperlo.
- Cocchio. Viene da kocsi, la carrozza del villaggio di Kocs, nel nord-ovest dell’Ungheria. La stessa parola è arrivata in inglese come coach, che oggi indica anche il pullman, e in tedesco come Kutsche.
- Ussaro. Da huszár, il cavaliere leggero ungherese.
- Paprika e gulasch (gulyás, lo stufato dei mandriani).
- Biro. In Gran Bretagna la penna a sfera si chiama biro, e in Italia la biro la conosciamo tutti, dal nome di László Bíró, l’inventore nato a Budapest che la brevettò.
Prova lo scioglilingua
Gli ungheresi ci si sfidano a vicenda, ed è una buona prova finale per le regole di pronuncia viste sopra:
Mit sütsz, kis szűcs? Sós húst sütsz, kis szűcs? (mit shüz, kish süüc’? shoosh huusht shüz, kish süüc’?) “Che cosa friggi, piccolo pellicciaio? Friggi carne salata, piccolo pellicciaio?”
Qui “z” è la z di pizza e “c’” in fondo alla parola è una c dolce troncata, come se dicessi “ciao” fermandoti prima della a.
E se vuoi la parola che gli ungheresi amano sfoggiare come la più lunga, eccola: megszentségteleníthetetlenségeskedéseitekért, 44 lettere, che significa più o meno “per i vostri ripetuti comportamenti da persone impossibili da profanare”. Nessuno la usa. Tutti la conoscono.
Quali frasi conviene davvero imparare?
Se ne impari solo cinque, scegli jó napot, köszönöm, kérek, egészségedre e szia. Così entri in un negozio, ringrazi, ordini qualsiasi cosa, brindi e saluti. Nel centro di Budapest la maggior parte di chi lavora con i turisti parla inglese, quindi l’ungherese non ti serve per cavartela. Ti conviene impararlo perché un köszönöm cambia il tono di ogni incontro.
Il verdetto
L’ungherese è famoso per essere difficilissimo da imparare, ma è sorprendentemente facile da leggere ad alta voce. Impara l’accento sulla prima sillaba e lo scambio tra s e sz, porta con te le frasi di sopravvivenza e tieni un modo di dire buffo in tasca per il momento in cui qualcuno ti versa una pálinka. Quando ridono al recinto di salsicce, sei dei loro.
📱 Abbiamo sbagliato una frase?
L’ungherese ha varianti regionali e tantissimo slang. Raccontaci cosa senti per strada e lo aggiungeremo.
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Da sapere
Come si dice ciao in ungherese?
Szia (SI-io) a una persona che conosci o della tua età, sziasztok (SI-ios-tok) a un gruppo, e jó napot (IOO NO-pot), forma breve di jó napot kívánok, nei negozi, nei ristoranti e con le persone più anziane. Szia e helló valgono anche per salutare quando te ne vai.
Come si dice grazie in ungherese?
Köszönöm, che si pronuncia KEU-sseu-neum, con il suono eu del francese. Köszi (KEU-ssi) è il grazie informale. Come risposta di solito senti szívesen (SII-ve-shen), prego.
Come si dice salute in ungherese quando si brinda?
Egészségedre (E-ghees-shee-ghed-re), che vuol dire alla tua salute. Con una persona a cui daresti del lei si usa egészségére (E-ghees-shee-ghee-re). Molti ungheresi anziani non fanno ancora cin cin con la birra, quindi alza il bicchiere e guarda l'altro negli occhi.
L'ungherese è difficile da pronunciare?
Meno di quanto sembri. Si scrive come si legge, proprio come l'italiano, l'accento cade sempre sulla prima sillaba, e una volta capito che sz è la s di sole, s è lo sc di scena, cs è la c di ciao e gy è una d morbida simile a dj, puoi leggere ad alta voce qualsiasi cartello.
Qual è un modo di dire ungherese divertente?
Kolbászból van a kerítés, il recinto è fatto di salsicce, descrive il paese di Bengodi e si usa quasi sempre al negativo: lì il recinto non è fatto di salsicce nemmeno. Un altro grande classico è bagoly mondja verébnek, hogy nagyfejű, il gufo dice al passero che ha la testa grossa.
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